Giovedì mentre sostavo a Piazza Dante sotto i porticati per la pioggia, ho notato una differenza tra l'uomo e la donna nel uscire dalla metropolitana, preciso che la pioggia di quel giorno non era fitta ma stava incominciando a sparire.
L'70% della specie femminile all' impatto con la pioggia già parte prevenuta, essa, già sapiente di ciò che avrebbe "affrontato", prepara l'ombrello dieci minuti prima e lo apre con molta precisione proprio alla fine della tettoia, esegue questo movimento senza bagnarsi ne bagnare nessuno li presente.
Gli uomini invece si dividono in due categorie, coloro che non hanno l'ombrello, che senza perdersi d'animo esce bagnandosi. La maggioranza invece ha l'ombrello con se, ma esce senza pensarci come se volesse provare sulla propria pelle se è il caso o no di utilizzarlo.
Ecco!, Qui mi sono venute in mente le domande che mi pongo spesso sul fatto che le donne siano povere nella invenzione e nella ricerca del nuovo: uscendo già sapiente di ciò che si va incontro, si elimina l'ingenuità e la distrazione, aggettivi che spesso creano nuove idee, e nuove sensazioni.
Questo potrebbe scatenare anche la risposta del perché gli artisti più comuni al mondo siano passati prima per la povertà, la povertà è ingenuità e distrazione.
Oppure perché, la precisione, l'industria, il fare ciò che si deve fare, le regole, comportano l'annientamento dell'arte, perché l'arte è ingenua e distratta.
Sono riuscito a trovare solo due aggettivi che possono identificarsi nell'arte, ci saranno milioni di aggettivi infiniti, che adesso neanche esistono.
Per natura la donna nasce protettiva, prevenuta, e precisa per questo ha dovuto sacrificare prima di scendere sulla terra l'arte.
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